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Attacco supply‑chain: oltre un milione di siti WordPress a rischio

Il 16 giugno 2026 è emerso un attacco supply‑chain che ha compromesso i canali CDN utilizzati da plugin molto diffusi su WordPress: OptinMonster, TrustPulse e PushEngage. Sebbene non tutti abbiano subito un’infezione, l’attacco ha messo a rischio oltre un milione di siti, creando account amministratore nascosti e backdoor difficili da rilevare.

Cosa è successo

Security researchers, tra cui Sansec, hanno individuato un attacco attivo tra il 12 e il 13 giugno 2026. I criminali hanno sfruttato una vulnerabilità nel plugin UpdraftPlus su un server di marketing di Awesome Motive, ottenendo così le credenziali per il CDN usato da OptinMonster, TrustPulse e PushEngage. Con queste credenziali hanno manipolato i file JavaScript distribuiti, iniettando codice maligno che attivava il payload solo quando un amministratore WordPress era connesso.

Il codice maligno creava account admin occulti (es. developer_api1, dev_xxxxxx), installava plugin backdoor nascosti (ad esempio “Content Delivery Helper” o “Database Optimizer”) e inviava le credenziali verso un dominio simile a quello legittimo di Tidio (tidio.cc). Anche dopo la rimozione del codice compromesso dai CDN, i siti con account o plugin malevoli restano vulnerabili. Le ipotesi di siti esposti superano il milione, con OptinMonster da solo installato su oltre 1,2 milioni di siti.

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Domande frequenti

Sono infettato anche se ho aggiornato o disattivato i plugin?

Sì. L’attacco si è verificato via CDN, quindi anche aggiornando o disattivando il plugin, i backdoor o account amministratore potrebbero essere ancora presenti.

Come posso capire se il mio sito è stato compromesso?

Controlla direttamente via server o database la presenza di account amministratori sospetti (developer_api1, dev_xxxxxx), plugin nascosti e traffico verso tidio.cc; effettua una scansione malware approfondita.

È sufficiente disattivare i plugin a rischio?

No. Disattivare il plugin non elimina le backdoor già installate o gli account creati: è necessario una pulizia completa e un audit.

Fonte: TechRadar.

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