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Ransomware Deadlock colpisce Zaffrani Srl: cosa devi sapere

Il gruppo ransomware Deadlock ha preso di mira l’azienda italiana Zaffrani Srl, attiva nei servizi business/agricoli, provocando potenziali interruzioni operative e una probabile esfiltrazione di dati. L’episodio rientra nei casi soggetti a obblighi di notifica secondo GDPR e direttiva NIS2, offrendo un campanello d’allarme concreto per le PMI italiane.

Cosa è successo

Il 10 luglio 2026, è emerso che il gruppo Deadlock ha rivendicato un attacco a Zaffrani Srl, azienda italiana di servizi business, con evidenti indizi di furto dati e di danni operativi. Secondo fonti come ransomware.live e BreachHouse, Zaffrani Srl risulta tra le vittime italiane elencate da Deadlock, attivo anche tramite un leak site dedicato.

Perché è importante

Questo episodio mette in luce un pericolo concreto per chi gestisce un sito web, un e‑commerce o un’attività B2B che tratta dati sensibili: il ransomware non è solo crittografia dei file, ma spesso comporta anche furto e possibile diffusione delle informazioni. Inoltre, la vicenda rientra nelle casistiche soggette a obblighi normativi rigorosi: notificare alle autorità e, in alcuni casi, agli interessati in base a GDPR e direttiva NIS2.

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Domande frequenti

Chi è Deadlock e cosa fa?

Deadlock è un gruppo ransomware emerso nel 2025, noto per l’uso di estensioni “.dlock” su file crittografati e per tecniche sofisticate come smart contract su blockchain per gestire i server di comando e controllo.

Rischio anche per chi non è cliente di Zaffrani Srl?

Sì, se sei cliente o partner di Zaffrani Srl, potresti essere esposto. È importante valutare le catene di fornitura e il rischio derivante da terze parti vittime di attacco.

Posso recuperare i dati senza pagare il riscatto?

Al momento non esistono strumenti affidabili per decrittare i file colpiti da Deadlock senza la chiave in possesso degli attaccanti. È essenziale affidarsi a backup sicuri e realizzare piani di risposta adeguati.

Fonte: Matproof / ransomware.live.

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